Viaggio nei paesi fantasma: Mater.ia alla scoperta di borghi abbandonati | Mater.ia
368
post-template-default,single,single-post,postid-368,single-format-standard,bridge-core-1.0.6,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-18.2,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

Viaggio nei paesi fantasma: Mater.ia alla scoperta di borghi abbandonati

Italia, madre di oltre seimila città fantasma, offese dalla piaga dello spopolamento. Si sta allargando a macchia d’olio il fenomeno all’interno della nazione, specie nelle aree interne del centro-sud, dove ogni borgo abbandonato è cicatrice di una delle ferite più profonde del Belpaese, la desertificazione,  piaga dai mille significati. Delle valige chiuse e dei sacchi in spalla, l’immagine è quella di una fiumana di persone vittime di guerra. Ma qui, di tracce belliche interne, non se ne vedono; qui sono state ferite e seppellite soltanto le possibilità̀ di poter restare e lasciando soltanto cadaveri architettonici, tra edifici rasi al suolo da eventi sismici e di devastante impatto naturale, strutture ricostruite e lasciate in disuso, bellezze architettoniche vestite dall’incuria del tempo, che come una vecchia donna ha sfiorito la sua attraente peculiarità̀ estetica, e ad oggi, solo pochi respiri riscaldano gli ultimi focolari spenti.

Mater.ia, come un curioso cantastorie, vagabonda tra l’Irpinia (Melito Irpino, Conza della Campania, Aquilonia Vecchia, Calitri Castello, Senerchia) e il Sannio (Castelpoto, Apice, Tocco Caudio) , alla ricerca di questi luoghi vestiti del silenzio più sacro e incontaminato, andando a visitare le otto ghost-town locali, chiamate ad elenco, come l’esordio di una magistrale lezione ideata e progettata dall’associazione già citata, al fine di risvegliare il gigante che soggiace in questi borghi fantasma, rianimati dalla potenza della tradizione, della storia locale, dei suoi più identificativi attrattori.

Il primo passo di questo lungo cammino è partito domenica 16 dicembre 2018, da Melito Irpino, per giungere ad Apice. Rigenerato il senso di appartenenza e rivitalizzate le radici locali, il viaggio è proseguito toccando gli altri comuni succitati, fino a scavalcare i confini campani ed entrare in quelli contigui della Basilicata, rotolando verso il sud più estremo.

Il viaggio nei paesi fantasma da un lato mira a creare una rete tra enti, associazioni e attori dei diversi borghi con lo scopo di rilanciarli attraverso progetti di valorizzazione territoriale e turistica e dall’altro lato realizzare momenti di visita e percorsi emozionali per mettere in connessione viaggiatori e curiosi con le comunità̀ dei luoghi.

In questo modo, i paesi fantasmi, perle di bellezza, abbandonati a seguito di calamità naturali ed errori umani, potranno riacquistare vitalità̀ attraverso la memoria e il racconto delle persone del luogo e riproporsi come vere e proprie località̀ turistiche ambite, mete di un turismo sostenibile e responsabile. Siamo convinti che soltanto una spinta dal basso, attraverso la costruzione di un ampio partenariato, di enti, tecnici, esperti e appassionati potrà̀ rendere tali luoghi fruibili e accessibili da parte di tutti creando esternalità̀ positive, evitando esempi di degrado.

 

Valentina Taccone – Associazione Mater.ia

GUARDA LA GALLERY FOTOGRAFICA