Alla scoperta delle erbe selvatiche ai piedi dei ruderi di Melito Vecchia. | Mater.ia
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Alla scoperta delle erbe selvatiche ai piedi dei ruderi di Melito Vecchia.

Il percorso è stato ideato per scoprire la biodiversità vegetale custodita nella Città fantasma di Melito Vecchia. L’itinerario comincia a muoversi ai piedi delle mura, del pietrame e delle feritoie dei ruderi del Castello Longobardo e la Chiesa Madre, dove un tempo era situata la piazza principale del borgo, ovvero “Piazza Vittoria”, luogo di dibattito, commercio e fermento popolare. L’area si presenta ricca di erbe selvatiche, e sembra che sono lì per custodire i segni e i segreti di un tempo.

La carota selvatica, il sambuco, la melissa, l’aglio selvatico, l’aspraggine, gli asparagi selvatici e così via, raccontano il vissuto, gli aneddoti e le leggende del borgo. Il viaggio nel tempo continua fino agli argini del fiume Ufita, dove a mano a mano si scoprono varietà sempre più rare e il racconto del luogo si fa più vivo ed intenso. Scopriamo il mito della pesca a mano, e i punti del fiume dove gli abitanti del luogo ci andavano a farsi il bagno.

Un corso fluviale ricco di vissuto, e nei frammenti e fessure delle pietre e delle scogliere, è possibile ancora sentire il suono di parole antiche, il dolce sapore dei primi segreti baci, e aneddoti mai svelati pubblicamente. Ogni erbetta raccolta, una storia che ci conduce ai tempi andati. 

Carmine Santoro, Associazione Mater.ia

 

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