Agroalimentare e turismo: il binomio dello sviluppo sostenibile in Irpinia | Mater.ia
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Agroalimentare e turismo: il binomio dello sviluppo sostenibile in Irpinia

Il binomio dello sviluppo sostenibile in Irpinia negli studi di Mater.ia all’Istituto ‘De Sanctis – D’Agostino’

 

All’Istituto Tecnico Agrario e per Geometri “De Sanctis-D’Agostino”, il primo passo è stato fatto, quello per avviare una progettazione di studio e analisi territoriale rivolta al rilancio delle aree interne, puntando sui settori per i quali è naturalmente vocata, l’agroalimentare di qualità e su un turismo esperienziale, puntando ad un nuovo concetto di agricoltura multifunzionale, in contrasto al modello intensivo. L’obiettivo è quello di rivitalizzare i sistemi interni commerciali, partendo dalla green economy fino alla circular economy che ne conseguirà uno sviluppo sostenibile, contrastante i cambianti climatici ma a favore del rafforzamento del valore identitario, di progetti coerenti e compatibili alla natura del territorio e di un’offerta turistica responsabile e di qualità, senza esclusione di tipologie di turismo, dal rurale fino all’enogastronomico.

 

Dai dati rilevati nella crescita commerciale del settore agroalimentare campano, ponendo un occhio attento a quelli della provincia di Avellino, si è rilevato che nel secondo trimestre del 2017 è stato registrato un aumento del 35,5% dell’export e una riduzione del 21,4% dell’import, rispetto allo stesso periodo del 2016. Da ciò, si evince che il settore turistico tarda a svilupparsi nel territorio irpino, favorendo l’escursionismo, a discapito dell’alto potenziale turistico da poter valorizzare e promuovere. Sono limiti che sono già riscontrabili in un ritardo legislativo, dove la Regione Campania vara la legge sul turismo (legge n.18/2014) solo nell’agosto del 2014, un’ordinanza che però accentra le funzioni maggiormente concentrare nell’ente Regione, e tiene fuori dalla programmazione turistica, gli attori e le amministrazioni locali delle aree interne e dei piccoli comuni. Altro limite riscontrato, è la mancanza di una Governance Pubblica in ambito turistico che sappia gestire, promuovere e commercializzare il territorio come prodotto turistico locale, puntando sul coordinamento tra attori pubblici e privati.

Ma il turismo in Irpinia si può fare, con una progettazione turistica pertinente e un’offerta di turismo realmente esperienziale, autentica e trasparente, in ogni fase della sua ideazione, realizzazione e promozione, tenendo, però, ben presenti i limiti e le contraddizioni del territorio, a partire dall’incompatibilità a poter realizzare al suo interno un turismo di massa.

 

Le aree interne necessitano di un riscatto d’identità, di produzione, tra sicurezza, corretta filiera agroalimentare e approfondita conoscenza territoriale, magari con la creazione di presidi specializzati.

Agricoltura, filiera agroalimentare, multifunzionalità, differenziazione e progetti territoriali integrati sono i quid fondanti per l’avanzare per la caratterizzazione del binomio ‘agroalimentare e turismo’.

 

Valentina Taccone, Associazione Mater.ia